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mercoledì 11 maggio 2016

LAUDATO SI'

A sentirlo così fa venire in mente un canto


oppure
...che preferisco...



fa venire in mente il 
CANTICO DELLE CREATURE di S. FRANCESCO D'ASSISI
lo avete fatto in italiano in seconda
si tratta della prima opera in italiano (in lingua volgare...del popolo)





dal giugno 2016
  è anche un'ENCICLICA 
(lettera di una decina di pagine)
di PAPA FRANCESCO al mondo

nella sua saggezza ne ha fatto produrre un video fruibile da tutti
in 3 lingue*
(facciamo un po' di CLIL)




ENCICLICA  LAUDATO SI' - TESTO INTEGRALE



GLI OTTO SCHIAFFI DELL'ENCICLICA - IN TERRIS


In un mondo di mezze misure, di relativismo, di politically correct, sentire qualcuno che chiama le cose col proprio nome provoca sorpresa. Se poi a farlo è il Papa, questo Papa, allora l’effetto è dirompente. Ancor più quando ad essere chiamati in causa sono i grandi della Terra, i potenti, le lobby. Eppure il Santo Padre non parla in generale, non spara nel mucchio: richiama ciascuno di noi alle proprie singole e personali responsabilità, singole umanità facenti parte di un tutto che è il Creato, in costante osmosi con la nostra madre Terra. L’umanità e la Natura non sono disgiunte, se si ammala l’una ne soffre l’altra, unite in un unico destino.
Francesco dunque parla senza “nascondere” i concetti, perché in ballo c’è la Vita stessa dell’umanità. Parole che suonano come veri e propri schiaffi, utili per uscire dall’intorpidimento in cui siamo caduti, da quella spensierata irresponsabilità che altro scopo non ha se non quello, effimero, di mantenere i nostri stili di vita.

Primo schiaffo: la politica è sottomessa alla finanza. Il concetto è chiarissimo: se la natura dell’uomo politico è quella di fare l’interesse generale, quella del finanziere è di accumulare profitti. Quando la prima si mette al servizio della seconda le scelte globali rischiano di essere fatte per privilegiare i pochi a danno dei molti. Lo sfruttamento improprio e invasivo delle risorse del pianeta, soprattutto nelle zone più povere del mondo, ne è la rappresentazione plastica. Non pensare alle conseguenze globali di un atteggiamento simile è incosciente e suicida.

Secondo schiaffo: non ci sono due crisi separate, una ambientale e l’altra sociale. Le ragioni per le quali un luogo viene inquinato richiedono un’analisi del funzionamento della società e delle sua economia. L’ipocrisia con i quali i governi si accorgono delle emergenze umanitarie dopo averle provocate, non solo direttamente con le azioni di guerra ma anche indirettamente con il controllo di approvvigionamenti idrici e alimentari, senza alcun interesse per una ridistribuzione equa delle risorse, è diventato intollerabile. Se non si parte da questo assunto non si capisce la realtà, ad esempio l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta, né l’aumento dei migranti invisibili, quelli che si riversano nei Paesi ricchi fuggendo dalla miseria aggravata da degrado; e che peraltro non vengono neanche riconosciuti dalle convenzioni internazionali.

Terzo schiaffo: i cristiani non possono girarsi dall’altra parte. La negazione del problema, l’indifferenza con la quale si guarda all’equilibrio del pianeta, la rassegnazione comoda piuttosto che la fiducia cieca nelle soluzioni tecniche sono tutte modalità per evitare di impegnarsi in prima persona.

Quarto schiaffo: le finte soluzioni. Cercare di risolvere il problema della fame nel mondo, e il collegato dramma della mancanza di acqua, con il controllo della natalità è un approccio volutamente sbagliato. Si cerca così di mettere l’obiettivo sugli effetti senza voler affrontare le cause, in quanto farlo comporterebbe la riallocazione globale delle risorse, ora in mano a pochi.

Quinto schiaffo: il business immondo sull’acqua. Il Pontefice afferma a chiare lettere che “l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani”. Privare i poveri dell’accesso all’acqua significa negare “il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità”. Peraltro sul tema il Pontefice lancia un allarme: la gestione dell’acqua sarà una delle principali fonti di conflitti di questo secolo.

Sesto schiaffo: il delirio di onnipotenza. L’uomo, con la propria opera nel mondo, ha creato enormi problemi di equilibrio ambientale. Per riparare i danni fatti, cerca soluzioni scientifiche che ne creano altri. E così via, in una continua rincorsa al fine di ri-creare un mondo a proprio uso e consumo. Un’impostazione che è uno schiaffo al Creato, e un’illusoria strada da seguire.

Settimo schiaffo: la logica dell’”usa e getta”. Si giustifica ogni tipo di scarto, ambientale o umano che sia, che tratta l’altro e la natura come semplice oggetto e conduce a una miriade di forme di dominio. È una posizione che porta a sfruttare i bambini, ad abbandonare gli anziani, a ridurre altri in schiavitù, a sopravvalutare la capacità del mercato di autoregolarsi, a praticare la tratta di esseri umani, il commercio di pelli di animali in via di estinzione e di “diamanti insanguinati”.

Ottavo schiaffo: il lavoro depredato di dignità. In qualunque “impostazione di ecologia integrale, che non escluda l’essere umano, è indispensabile integrare il valore del lavoro”, così come “Rinunciare ad investire sulle persone per ottenere un maggior profitto immediato è un pessimo affare per la società”.


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*come mai in queste tre lingue? chi sapesse rispondermi lo posti nei commenti


mercoledì 4 maggio 2016

disegnando MOSE'


gli APPUNTI VISIVI  per i ragazzi delle prime


MOSE' - 1: SALVATO DALLE ACQUE e ROVETO ARDENTE


10 PIAGHE D'EGITTO


MOSE' - 2: PASSAGGIO DEL MAR ROSSO e TAVOLE DELLA LEGGE


dove passarono il Mar Rosso (punto di bassa marea in cui le acque sembrano aprirsi come due muraglie) ed ora Stretto di Suez


VIAGGIO NEL DESERTO, 40 anni (senza satellitare)


quindi...RISULTATO FINALE...4 fasi per MOSE'

martedì 1 marzo 2016

ACCENDIAMO UNA LUCE

Quell'immagine buia che trovate nella scheda di INDUISMO alla voce LUOGHI SACRI è:

Varanasi Benares
La mia testimone che c'è stata, sentendo che vi stavo scrivendo questo post, mi ha detto: UUUH! CARINO! E' MARRONE! un posto con mucche, fiori, gente che si lava, altra che fa riti, escrementi, rifiuti e funerali. Ma tutto molto colorato e caratteristico!

Varanasi anticamente si chiamava Benares o ancora Khisa.
Il nome stesso evoca sacralità. La città è dedicata a Shiva ed è luogo di pellegrinaggio di eccellenza per gli induisti. Molti pellegrini arrivano sin qui quando pensano di essere prossimi alla morte, così da essere cremati e le ceneri disperse nel sacro fiume Gange. Ogni giorno migliaia di fedeli compiono abluzioni rituali nel grande fiume, che lava tutti i loro peccati. 
Oltre i ghat, oltre il sacro, Varanasi, o Kisha, è profondamente profana: l’atmosfera è caotica, la città brulicante di persone, mille piccoli commerci fanno sopravvivere povera gente.


E' la PRIMA SCALINATA SACRA dell'Induismo


è il punto di arrivo per la vita di ogni indù. Un centro antichissimo legato al culto di Ganga, il fiume sacro a Shiva.

Qui il fiume ha il potere di lavare i peccati più di ogni altro posto. Morendo a Benares e affidando le ceneri alle acque si entra al cospetto di Dio.

Il vero nome di questa città è Varanasi, dal nome dei due fiumi che si gettano nel Gange: il Varauna e il Nasi.


Le abluzioni avvengono al mattino presto; la luce tenue dell'alba conferisce al luogo un aspetto magico e irreale. Dopo il bagno ed il saluto al sole che sorge di fronte a loro, i fedeli offrono fiori freschi alla dea Ganga facendoli galleggiare sul fiume. Spesso i pellegrini portano con se brocche di ferro o di terracotta per raccogliere un pò d'acqua sacra del Gange. (e portarsi un po' di batteri a casa)


Le abluzioni rituali sono necessarie non solo dopo ogni contaminazione o impurità (es.: nascita o morte di un familiare) ma anche prima di ogni atto di culto. Tra i riti purificatori: bagnarsi in uno stagno sacro; tuffarsi in acqua nel momento del bagno purificatore che conclude la maggior parte delle feste è il modo migliore per cancellare i peccati. L’acqua svolge una importante funzione nelle cerimonie dei pellegrinaggi che sono considerati mezzi eccellenti per avvicinarsi agli dei.


Di 1500 templi (alcuni trasformati in moschea)
700 sono alle spalle della scalinata
Per vedere ed apprezzare al meglio questo spettacolo mistico è necessario alzarsi prima dell'alba e recarsi a piedi alle scalinate, attraverso strette viuzze affollate di mendicanti, vacche sacre e fedeli.

Consiglio di calzare scarpe piuttosto alte, magari protette da sacchetti di plastica legati attorno alle caviglie, poiché al mattino presto gli escrementi umani abbondano lungo il percorso. (BEH! Gli animali hanno i loro bisogni)


ciò nonostante dalle analisi sulle acque effettuate è risultato essere uno tra i fiumi più puliti al mondo.
Che dire? Sarà davvero SACRO!

Lungo il fiume si incontrano anche numerosi luoghi per la cremazione dei defunti. I corpi vengono bruciati su alte cataste di legno dopo essere stati avvolti in sudari bianchi o rossi. Le ceneri vengono poi affidate alla corrente. L'anima del defunto, le cui ceneri sono state disperse nel Gange, raggiunge il Nirvana, uno stato paradisiaco che trascende il mondo dei sensi. In caso contrario l'anima si reincarna in un altro corpo per continuare il suo giro di esistenze che terminerà solo quando l'uomo compirà nella sua vita buone azioni. Nella concezione induista la reincarnazione non è altro che un giro più o meno lungo di esistenze, condizionato
 dalle azioni che si sono compiute in vita.

Tutti i grandi fiumi dell’India sono venerati come divinità femminili: sono sorgenti di vita e di forza in un paese caldo e polveroso. Il Gange, che ha le sue sorgenti nell’Himalaya e attraversa tutto il paese, è il fiume più sacro. A Benares i devoti di Shiva si bagnano nelle acque del Gange per ottenere dalla dea Ganga la liberazione dal karma negativo e dal ciclo delle reincarnazioni. Benares è anche il luogo preferito per la cremazione dei morti e la dispersione delle loro ceneri. Lo Yamuna è un affluente del Gange a cui è associata la dea Kalindi che, secondo la tradizione, concede l’amore di Dio a tutti coloro che si immergono in quelle acque.

fonti:


lunedì 29 febbraio 2016

24 ORE IN PIU'

Così oggi Sara S. di 1A ha commentato il fatto che oggi forse il 29 di febbraio. Un giorno che si ripete ogni 4 anni.

Mi ha colpito! Il tono con cui l'ha detto, dietro ai suoi occhiali nuovi che la fanno proprio bella e grande, è stato quello di qualcosa di importante. UN DONO.

Messaggero di Dio è colui che anche senza saperlo ti porta un lieto annuncio. Qualcosa che lo senti che ti entra dentro e ti cresce.
Una maglietta di FIORUCCI portava una scritta che recitava così:

Guarda a fianco a te, 
potresti scoprire che c'è un angelo

Poi Laura ha commentato: "non c'è da gioire molto", guardando la pioggia fuori dalla finestra.

Ma 24 ore ci sono state donate. Siamo insieme. Delle cose succederanno. Usiamole per crescere.




#grazie di esistere


RIP


ieri Claudio mi chiedeva:
- Mamma, per cosa sta R punto I punto P punto sulle tombe?
- per RIPOSA IN PACE - gli rispondo
- e in inglese?
- REST IN PEACE

Oggi i ragazzi di 1 A notano la "sigla" 


sul cartellone RICERCA A COPPIE 14 vv (che sta per versetti!)


e Alessandro mi spiega che R.I.P. non sta per 'Riposa in Pace' ma per RISORTO IN PISCINA.

AHAHAHAHAHAH! 
LI ADORO. 
IO VENGO A SCUOLA PER IMPARARE.

Ed io che mi ero fermata a Gesù che cammina sulle acque...






domenica 28 febbraio 2016

AL NATURALE

Giro per fb e vedo che un ex collega di scienze ha pubblicato questa GRANDIOSA notizia.


leggo:
http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/estonia-megafoni-giganti-amplificano-suoni-della-natura

Io adoro la pioggia da casa o dalla macchina, non mi turba neanche quando ci sto sotto, ma la sento di meno. E quando non c'è me la "invento"